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martedì 13 marzo 2018

Dittatura finanziaria: il piano segreto delle élite per la conquista del potere


Dittatura finanziaria: il piano segreto delle élite per la conquista del potere

Il popolo, verso la riconquista del potere…

Calato il sipario su queste elezioni e appurato che sono stati puniti i partiti filo-UE, in attesa di capire che cosa avverrà tra possibilità di inciuci, patti e larghe intese per la “salvezza nazionale” per relegare all’opposizione il centrodestra, possiamo trarre diverse riflessioni. La prima è che è stata la campagna elettorale italiana peggiore di sempre, soprattutto per il clima di violenza che si è riversato sulle strade con episodi gravissimi. È come se il fenomeno degli haters fosse sgusciato dai social network per contagiare l’intera società, mostrando così il lato peggiore dell’umana convivenza: la disperazione ha assunto il profilo della follia sociale.
Invece di puntare sui programmi elettorali, tutto è stato spettacolarizzato e banalizzato. Si è focalizzata l’attenzione sugli slogan  triti e ritriti da salotto televisivo e si è distratta l’opinione pubblica sulla lotta tra fascismo e antifascismo(utilizzando così due regole auree della manipolazione sociale, il divide et impera e la distrazione delle masse dai veri problemi). 
Il popolo però non ha rinunciato all’idea concreta del cambiamento o almeno a sognarlo. Ora vedremo se era l’ennesima illusione, se il potere ha trovato altri burattinai da manovrare per eterodirigere le masse, oppure no… 

Il vero nemico è il liberismo: l'elettorato si oppone alle élite tecnofinanziarie

Sembra però che la propaganda filo-UE si sia arenata contro i problemi “reali”: crisi, disoccupazione, pensioni, sanità, ecc. Ne parlavo già nello scorso articolo in cui analizzavo le dimissioni di Renzi da segretario del PD.
Il risultato delle elezioni mostra che la popolazione sono stati puniti severamente tutti i partiti filo-Bruxelles, neo-liberisti e mondialisti. 
Ciò non significa che le forze che hanno guadagnato più voti siano realmente dei partiti antisistema, questo lo potremo appurare tra qualche mese, ma che l’elettorato, stanco di promesse e mancate riforme, ha orientato la propria preferenza su quei partiti o movimenti considerati “populisti” ma che sulla carta sembrano opporsi alle élite tecnofinanziarie e ai poteri forti. 
Sulla carta perché già si prospettano degli scenari inquietanti con un governo con la Bonino a capo della coalizione M5S-PD per tranquillizzare  i  poteri eurocratici. Mentre, come notava Blondet «lo sviluppo rivoluzionario sarebbe un’alleanza del Movimento 5 Stelle con Salvini –  avendo l’elettorato dato una maggioranza  oltre il 50%  alle formazioni “populiste” e sovraniste (o credute tali, come i M5S), comunque anti-sistema».
Per capire come siamo arrivati a questo risultato consiglio la lettura di Dittatura finanziaria. Il piano segreto delle élite dietro la crisi economica per conquistare il potere, il nuovo libro dell'amico Francesco Toscano pubblicato da Uno Editori nella collana Revoluzione, con la prefazione di Diego Fusaro. 
Un saggio che consiglio a tutti coloro che vogliano approfondire tematiche all’apparenza complesse che l’autore riesce invece a rendere in modo chiaro, divulgativo e a tratti persino sarcastico. 
Potremmo dire, in estrema sintesi, che i “nemici” contro cui si accanisce la penna di Toscano sono i sostenitori dell’élite tecno-finanziaria che sta riducendo in schiavitù i Paesi della zona UE e che ha polverizzato la Grecia. Un testo che approfondisce il legame tra mondialismo, mercato, trattati europei, che mostra i retroscena del totalitarismo liberal-libertario dell’Unione Europea come compimento del capitalismo assoluto, deregolamentato e post-nazionale. Ma che, soprattutto, non si abbandona allo sconforto e propone delle soluzioni per invertire la rotta e ripartire.

Dittatura finanziaria: il piano segreto delle élite

L’autore documenta il processo di destrutturazione del primato politico degli Stati sovrani nazionali, volto a favorire un’élite finanziaria e a precarizzare la società.
Lo sintetizza Fusaro nella prefazione:
«L’Unione Europea, fin dal suo atto genetico (Maastricht, 1992), si è venuta configurando come l’apoteosi del capitalismo finanziario denazionalizzato, spoliticizzato a beneficio esclusivo della nuova aristocrazia finanziaria e palesemente ai danni del vecchio ceto medio borghese e del proletariato, entrambi in fase di riplebeizzazione e di pauperizzazione programmata».
Il testo si focalizza sul nazismo tecnocratico (pensiamo alla famigerata troika, formata da UE, BCE e FMI, tre istituzioni tecnocratiche mai influenzate da prassi e metodi democratici o controllabili dal basso). 
Il nazismo tecnocratico ha due obiettivi principali:
– dividere la società in classi differenti, 
– e trasferire la sovranità dal popolo a una invisibile élite tecnocratica, una vera e propria oligarchia finanziaria mondialista che di certo non ha interesse per le sorti del popolo. 

Nazismo tecnocratico e nazismo del passato

Anzi. Toscano individua un fil rouge tra l’odierno nazismo tecnocratico e il nazismo del passato che si può sintetizzare nell’odio per l’Uomo:
«Dietro l’ansia di smantellare tutte le conquiste sociali dell’ultimo secolo si intravede un fanatismo sospetto che tradisce un odio profondo contro l’Uomo. Un fanatismo che rischia di condurre l’Europa alla catastrofe totale. Il nazismo tecnocratico rappresenta un fenomeno potente e inquietante proprio perché sconosciuto e non compreso. Un fenomeno che − seppur unitario nel suo sovraintendere l’imposizione della “globalizzazione” − riesce a mostrare volti differenti a seconda dei diversi luoghi di intervento: tanto arcigno, tecnocratico e politicamente corretto in Europa, quanto brutale, violento, sanguinario e corrotto in Medio Oriente».
Il nazismo tecnocratico non è pertanto la prosecuzione del nazismo classico, è un fatto nuovo che conserva però con il nazismo originale la stessa furia distruttiva, applicando metodi molto diversi nel tentativo di raggiungere però simili obiettivi.

Se le sinistre si sottomettono agli interessi del capitale finanziario

Questo è il vero nemico che si dovrebbe combattere, mentre attraverso il metodo del divide et impera si genera caos per ottenere un ordine fittizio che era stato preordinato, deciso dall’alto. «L’impoverimento generalizzato della società europea» spiega Toscano «dovrebbe favorire il riemergere prepotente delle forze socialiste e di sinistra, teoricamente protese per natura nella difesa degli interessi dei più deboli. In realtà le sinistre al potere si sono dimostrate prone rispetto agli interessi del grande capitale finanziario che massimizza i suoi effetti distruttivi in regime di libera circolazione». 
Insomma, Toscano ricostruisce il processo lenta agonia a cui i Paesi UE sono sottoposti e mostra il costituirsi di una dittatura dolce e strisciante che con i suoi mantra politicamente corretti costringe i popoli ad allinearsi al pensiero unico,inducendo i servi ad amare le proprie catene.
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di Enrica Perucchietti

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