netparade

mercoledì 28 febbraio 2018

di Tragicomico.it

La pseudocultura di massa ha invaso, e sta continuando ad invadere, ogni aspetto culturale dell’esistenza umana.

L’obiettivo di questa omologazione culturale verso il basso, pare che sia quello di distruggere la cultura, la vera cultura, che per secoli ha accompagnato l’essere umano nel suo percorso evolutivo. Ad un tratto, infatti, qualcosa sembra essere andato storto, e la cultura ha subito un’inversione di tendenza. Non più un mezzo per crescere, per evolvere, per conoscere, ma una tecnica per omologare, per rendere gli esseri umani sempre più uguali e simili tra loro.
Nasce così “la massa” e, insieme ad essa, la “pseudocultura di massa“. Quel momento storico in cui qualcosa è andato “storto” coincide, probabilmente, con la Rivoluzione Industriale, per poi ampliarsi ulteriormente con l’arrivo dei mass-media e, infine, espandersi definitivamente con l’avvento di internet.
Un tempo c’erano molte più lingue parlate e conosciute, l’arte toccava vette altissime e lo stesso valeva per la musica e l’architettura; esistevano le tradizioni, il folklore, la fantasia dava vita a poesie, fiabe, filastrocche e si poteva disporre di una vasta conoscenza esoterica e spirituale. La cultura era quindi l’insieme del sapere delle varie classi sociali, non veniva imposta dall’alto, ma trasmessa e insegnata da uomo a uomo. Mentre oggi ci troviamo di fronte ad un processo di colonizzazione spirituale, un processo di colonizzazione dell’immaginario.Immaginario, che nell’insieme delle sue differenze, era una delle forze dell’umanità e che ora, invece, viene uniformato, omologato, omogeneizzato, in una “generica cultura planetaria che vorrebbe mangiare cinese, parlare inglese, vestire italiano e pensare americano”, come la definirebbe Pasolini.
Libri e varie...
RIVOLUZIONE NON AUTORIZZATA  - LIBRO
Come cambierà il Mondo
di Marco Pizzuti

Dai crack finanziari pilotati alla ribellione islandese di cui nessuno parla
Scottanti rivelazioni sulla truffa globale della dittatura economica che tiene in ostaggio l'umanità 
Quando la gente non riesce più ad arrivare alla fine del mese, comincia a porsi delle domande e a ridestarsi dai potenti strumenti di distrazione di massa di cui è vittima (la macchina mediatica dello spettacolo, dell'intrattenimento e della disinformazione). Per tale ragione, economisti, politici, capi di stato e persino il Vaticano stanno premendo l'acceleratore sulla presunta "necessità" di realizzare un Nuovo Ordine Mondiale.
 Il loro sostegno al progetto di globalizzazione lo dichiarano ormai apertamente nelle interviste, nei talk-show e nei discorsi pubblici, invocandolo come l'unica soluzione possibile per uscire dalla crisi. L 'élite finanziaria vuole agire in fretta e senza ostacoli. Per evitare che la crisi le sfugga di mano usa i mass-media, la borsa, le agenzie di rating e i partiti.
 La popolazione viene terrorizzata quotidianamente con notizie negative sullo spread e sul rischio di bancarotta dello Stato e costretta ad accettare qualsiasi condizione venga imposta da "governi tecnici". 
Nel frattempo, nessuno spiega la verità sull'origine della crisi: i popoli non hanno mai governato realmente, la loro volontà è stata sempre aggirata, la democrazia rappresentativa è un inganno e il debito pubblico è una colossale truffa nei confronti dei cittadini.
Fino a pochi anni fa scrivere un saggio sul Nuovo Ordine Mondiale significava essere etichettati come "cospirazionisti", mentre ora stiamo assistendo a un'esplosione di interesse collettivo per le rivelazioni sulla vera struttura di potere che controlla tutte le nazioni. Nel corso degli anni, le peggiori previsioni della controinformazione hanno trovato riscontro nella crisi finanziaria internazionale e nelle pressioni esercitate dai banchieri per instaurare la loro tecnocrazia globale.
 Come uscirne? È appena successo in Islanda: riportando la finanza sotto il controllo della politica e quest'ultima sotto il controllo del popolo; fondando un nuovo sistema di regole e sostenendo una pacifica rivoluzione civile che ristabilisca la democrazia partecipativa.
 Marco Pizzuti elenca una mole impressionante di prove oggettive in grado di demolire ogni dubbio sui veri scopi perseguiti dall'attuale classe politica di tutto il mondo (da Obama a Monti, da Papademos a Draghi ecc.), su quelli dei loro mandanti (l'élite finanziaria) e su cosa accadrà nel prossimo futuro se non facciamo qualcosa per evitarlo.
Indice del libro
Capitolo I - Manipolazione mentale e ipnosi di massa
Capitolo II - Dietro le quinte della storia ufficiale
Capitolo III - Rivoluzione bolscevica e Guerra fredda
Capitolo IV - Una truffa monetaria come pilastro del potere
Capitolo V - Origine e scopo della crisi finanziaria
Capitolo VI - Dietro la maschera di Obama Bush e il cinismo del potere
Capitolo VII - Tecnocrazia e Vaticano
Capitolo VIII - La rivoluzione possibile
Capitolo IX - La rivoluzione interiore
Citazioni
Quando un governo dipende dai ban­chieri per il denaro, questi ultimi e non i capi del governo controllano la situazione, dato che la mano che dà è al di sopra della mano che riceve... Il denaro non ha madrepatria e i finanzieri non hanno pa­triottismo né decenza: il loro unico obiettivo è il profitto.
- Napoleone Bonaparte
lo credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti. Esse hanno già messo in piedi un'aristocrazia fa­coltosa, che ha attaccato il Governo con disprezzo. Il potere di emissione della moneta dev'essere tolto alle banche e restltulto al popolo, al quale appartiene.
- Thomas Jefferson
L'individuo è talmente in difficoltà quan­do si trova faccia a faccia con una cospi­razione così enorme che non può crede­re che esista.
- J. Edgar Hoover, ex direttore dell'FBI
Quel che accade nel mondo non avviene per caso. Sono eventi fatti succedere, che abbiano a che tare con questioni na­zionali o commerciali; e la maggior parte di questi eventi viene inscenata da colo­ro che maneggiano I soldi.
- Denis Healey. ex ministro della Difesa britannico...
LA REALTà MEDIATA
L'influenza dei mass media tra persuasione e costruzione sociale della realtà
di Enrico Cheli

La lettura di questo libro può aiutarci a saperne un po' di più su questi grandi diffusori di informazione, di opinione e di intrattenimento, a comprendere meglio il ruolo che svolgono nella società e il tipo di conseguenze, positive e negative, che possono produrre a livello individuale, culturale, sociale. Conoscere meglio i nostri interlocutori è il presupposto base per realizzare forme di comunicazione più positive e consapevoli - e a quale interlocutore dedichiamo così tanto tempo come ai media?
L'influenza sociale dei mass media è una delle questioni più rilevanti della nostra èra. Da anni studiosi di varia estrazione disciplinare si Confrontano su questo tema dai due classici versanti degli apocalittici e degli integrati. I primi vedono nei media soltanto manipolazione, persuasione occulta, distorsione della realtà; i secondi ci rassicurano che non c'è niente da temere e che viviamo nel migliore mondo possibile. Ma, al di là di questi estremi ormai demodé, come si presenta realisticamente la situazione?
Superato lo stadio iniziale degli effetti massicci e indifferenziati (anni '20-'30) e quello intermedio degli effetti selettivi e limitati (anni '40-'60) la communication science tende oggi ad assumere una prospettiva di lungo periodo e a considerare i media primariamente come agenti del processo di costruzione sociale della realtà.
Gran parte di ciò che sappiamo su quanto avviene nel mondo ci proviene dai media, come pure da essi traiamo le informazioni sul clima d'opinione riguardante eventi, personaggi, questioni della scena pubblica. Al contempo i media investono anche la sfera privata, influenzando le credenze, i valori, i modelli di comportamento che orientano la nostra vita quotidiana, in un processo di "coltivazione" che inizia fin da bambini....
FALSE FLAG - SOTTO FALSA BANDIERA - LIBRO
Strategia della tensione e terrorismo di stato
di Enrica Perucchietti

Uno strumento indispensabile per capire l'attualità e i suoi retroscena, ricco di esempi concreti tratti dall'attualità
L'Occidente è precipitato in una nuova epoca di terrore.
La strage di Charlie Hebdo e gli attacchi di Parigi hanno sprofondato l'Europa nella morsa della paura, spingendo le nazioni ad adottare misure estreme com'era successo agli USA all'indomani dell'11 Settembre. Gli attentati lasciano però una scia di anomalie e dubbi, di coincidenze inspiegabili e quanto meno ambigue, che riecheggiano drammaticamente la strategia del False Flag.
 Cosa sono i False Flag? Per ottenere il consenso dell'opinione pubblica e l'accettazione di gravi sacrifici, l'unico modo è che si palesi una "minaccia estrema e globale". I False Flag sono operazioni belliche "sintetiche" ideate per fare credere che l'attacco sia stato effettuato da gruppi diversi rispetto ai reali esecutori, al fine di addossare loro la responsabilità di quanto accaduto, legittimando così eventuali rappresaglie.
La storia come strumento di manipolazione. Le menzogne diventano così "storia" per giustificare spirali di violenza e nascondere gli interessi delle oligarchie. I mass media entrano in scena a questo punto per veicolare la propaganda bellica e per promuovere come giuste le rivendicazioni del potere.
Lo scopo di questo saggio è quello di offrire una rassegna dei casi di False Flag più celebri e storicamente accertati e di quelli che sollevano plausibili dubbi sulle reali dinamiche degli eventi, senza avere la velleità di mettere la parola fine a ricerche che, si spera, continuino, per accertare, un giorno, la verità....
L'ISTITUTO TAVISTOCK
L'organismo occulto che governa le nostre menti
di Daniel Estulin

Conoscete l'Istituto Tavistock? Situato nell'omonima cittadina in Inghilterra, è considerato come il massimo centro mondiale delle attività di controllo mentale e di ingegneria sociale.
Il famoso giornalista investigativo e autore del bestseller Il Club Bilderberg Daniel Estulin, ci rivela l'esistenza di questo organismo creato per controllare il destino di tutto il pianeta e per cambiare la società contemporanea.
In questo libro rivoluzionario, Estulin svela l'origine e il modus operandi dell'Istituto, chi lo governa, quali sono i suoi obiettivi e come influenza noi tutti - le vere vittime - durante la nostra vita quotidiana.
Siamo veramente tutti in pericolo? Veniamo esposti ogni giorno agli oscuri meccanismi creati da un gruppo di psicologi, psichiatri e antropologi pagati dall'oligarchia internazionale che controlla il mondo per favorire i propri interessi.
Dalla musica alla contro-insorgenza, dalla droga alla televisione, ascolta i consigli di Daniel Estulin per capire come difenderti ogni giorno dall'Istituto Tavistock, combattere i suoi metodi ed essere finalmente libero da ogni controllo mentale....
CONTROLLO MENTALE
di Armen Victorian

Un agghiacciante e documentato resoconto sui metodi di controllo mentale escogitati e sperimentati in particolar modo da Stati Uniti e Unione Sovietica a partire dal termine della Seconda Guerra Mondiale. Milioni di dollari stanziati per lo studio delle tecniche di percezione extra-sensoriale, visione a distanza, psicocinesi, telepatia, lavaggio del cervello, nonché degli effetti di LSD ed altre droghe; applicazioni sperimentate su cavie umane spesso inconsapevoli, nel contesto della ricerca di nuove forme di 'armi non-letali'.
La battaglia per il controllo della mente umana può rivelarsi una faccenda assai sporca. Da decenni i servizi segreti sono alla ricerca di nuovi sistemi per controllare il modo in cui le persone pensano ed agiscono - e per fiaccare la loro determinazione ad opporre resistenza.
Controllo mentale rivela inquietanti prove che il mondo dell'intelligence preferirebbe restassero ignote. Denuncia un'ampia gamma di esperimenti assai discutibili, condotti dalla CIA e da altre agenzie, alla ricerca di nuove forme di 'armi non-letali'.
Migliaia di 'cavie' sono state sfruttate e danneggiate, tanto sotto il profilo fisico quanto sotto quello mentale, senza il loro consenso. Fra queste si annoverano degenti ospedalieri, donne gravide, alunni delle scuole, prigionieri e veterani militari.
Controllo mentale rivela il modo in cui, dopo aver scoperto che la Russia eseguiva ricerche in ambito parapsicologico per missioni coperte, il Pentagono è rimasto ammaliato dalle tecniche di manipolazione psichica. Stanziamenti per milioni di dollari sono stati destinati ad ambiti quali percezione extrasensoriale, osservazione a distanza, psicocinetica, LSD, telepatia e lavaggio del cervello.
Ricorrendo alla Legge sulla Libertà di Informazione, il Dr. Armen Victorian ha raccolto prove documentali relative a tali programmi. Avulso da teorie cospirative, il suo libro è il primo ad esplorare in profondità il torbido e segreto mondo del controllo mentale....
IL CLUB BILDERBERG
La storia segreta dei padroni del mondo
di Daniel Estulin

Finalmente la seconda edizione aggiornata del libro che racconta la storia della loggia massonica più potente al mondo.
Potrai scoprire gli importanti protagonisti della vita politica, finanziaria e industriale italiana ed europea che ne fanno parte, da Mario Monti a Mario Draghi, dalla famiglia Agnelli a Romano Prodi e tanti altri…
Siamo davvero sicuri che vogliamo affidare il nostro futuro politico ed economico a loro?
Il Club Bilderberg presenta una delle più potenti e segrete organizzazioni del mondo.
Dal 1954, una volta all'anno, questo gruppo ristretto di persone si ritrova per decidere segretamente il futuro politico ed economico dell'umanità. Nessun giornalista ha mai avuto accesso alle riunioni che fino a poco tempo fa si sono svolte presso l'Hotel Bilderberg, in una piccola cittadina olandese. Nessuna notizia è mai filtrata da quelle stanze, anche se - come dimostrano le pagine di questo libro - è durante questi incontri che vengono prese le decisioni più rilevanti per il futuro di tutti noi.
Risultato di un'indagine serrata e pericolosa durata oltre 15 anni, l'impressionante inchiesta di Daniel Estulin svela per la prima volta quello che non era mai stato detto prima, rendendo noti i giochi di potere che si svolgono a nostra insaputa. Super protetta dalle forze di polizia, la classe dirigente globale detta legge su politica, economia e questioni militari.
La dettagliata opera di Estulin dimostra come il Club Bilderberg sia stato coinvolto nei maggiori misteri della storia recente e come da questa élite emergano le figure chiave dello scacchiere internazionale - importanti politici e uomini d'affari italiani e europei, presidenti USA, direttori di agenzie come CIA o FBI, vertici delle maggiori testate giornalistiche - e come da questi incontri nascano le linee guida della globalizzazione.
Il Club Bilderberg, tradotto in 50 lingue e diffuso in oltre 70 Paesi, è diventato in poco tempo un bestseller internazionale, di cui è anche prevista la versione cinematografica....
Questo fenomeno tutto moderno delle “mode”, è l’esempio lampante della pseudocultura di massa e dell’omologazione culturale, mista ad una castrazione della fantasia. Mode che si susseguono rapidamente, sempre più velocemente, lasciando così sul campo uomini e donne confusi e sbalestrati. Siamo testimoni della perdita di autonomia intellettuale che colpisce la massa, vittime di questa pseudocultura dedita al marketing.
La musica che viene ascoltata non è più quella che piace, che ti sublima, ma quella imposta dall’élite, e lo stesso vale per l’arte, l’abbigliamento, il cibo, le religioni, le lingue, la storia. Tutta l’umanità attinge il proprio sapere da un’unica fonte di distribuzione per la massa e viene imbevuta di una pseudocultura che soffoca inevitabilmente la fantasia, l’immaginazione e la creatività.
La gente non immagina più, non ha fantasia, in pochi ormai scrivono versi, o mettono nero su bianco i loro pensieri. Altri pochi reduci, che sono ancora capaci di immaginare qualcosa, si dilettano nell’arte del disegno, della pittura o del racconto, qualcun altro ha ancora il coraggio di destreggiarsi tra le melodie musicali, ma tutto il resto è costituito dai fruitori; non ci sono quasi più attori, ma soltanto spettatori passivi di tutto ciò che gli viene somministrato.
Abbiamo smesso di ascoltare noi stessi, di pensare con la nostra testa, di controbattere e di avere delle opinioni personali. C’è un’unica visione omologata della realtà, e non si può opinare. Stiamo andando verso l’intelligenza artificiale, che non vuol dire solo che le macchine ci ruberanno il lavoro, ma anche che dirigeranno la nostra vita, riprogrammando i nostri pensieri e la nostra percezione, annulleranno il nostro potenziale rendendoci incapaci di esprimere noi stessi e dipendenti dalla tecnologia e da tutto ciò che essa comporta.
Con questo non voglio dire che, oggigiorno, non esiste più una cultura di qualità, esiste, ma è di nicchia ed è sovrastata dalla pseudocultura di massa. La buona cultura si perde nella gran bolgia dei mass-media, nell’eccesso di informazioni, e quindi le probabilità che arrivi al cittadino medio sono veramente basse. E questo vortice di pseudocultura è talmente veloce e potente, che ogni decennio sono sempre più le persone che perdono di vista la vera cultura, per diventare vittime della pseudocultura. Perché sempre più robaccia di infima qualità viene prodotta e distribuita, in ogni ambito.
Pensate ad un ragazzo che, negli anni settanta, entrava in una libreria: ebbene, questo ragazzo aveva due probabilità su tre di poter scegliere un libro valido. Oggigiorno – a patto che esistano ancora ragazzi che entrino in una libreria – lo stesso ragazzo, per essere generosi, avrebbe una sola possibilità su dieci di acquistare qualcosa di valido. Questo perché la robaccia che è stata prodotta e pubblicizzata in questi anni è tanta, e tutta questa robaccia è, e fa parte, della pseudocultura di massa.
Lo stesso vale oggi per la musica, o se guardi un programma televisivo, se ti rechi ad uno spettacolo teatrale o ad un evento sportivo, una mostra; la stessa percezione la provi ad entrare in un ristorante o in un negozio di abbigliamento. Le possibilità di incappare in questo tipo di prodotti della pseudocultura sono tante, innumerevoli. Questo è il risultato della castrazione della fantasia, della standardizzazione e dell’omologazione culturale. E così si spiega la crisi di creatività che conoscono le arti contemporanee, la letteratura, la pittura, il cinema e la musica.
Questa impotenza creativa è talmente evidente che non necessita nemmeno di dimostrazioni, è sotto gli occhi di tutti. Basta saper vedere e capire. E ne sono una prova, le continue “operazioni nostalgia” che, in diversi ambiti, si susseguono, per rincorrere affannosamente un passato che è ormai andato, ma che qualitativamente era meglio del presente. Negli anni novanta c’era chi rimpiangeva gli ottanta, e ora, nel nuovo millennio, si rimpiangono gli anni novanta e così via. Rimpiangiamo di decennio in decennio, mentre prima, si rimpiangeva di secolo in secolo, a dimostrazione di come ora tutto è così veloce: cambiamenti repentini e un’enorme mole di dati e informazioni rendono sempre più difficile capire dove siamo e, soprattutto, capire dove stiamo andando.
Ma non finisce qui, con la pseudocultura di massa sta tornando anche il fenomeno dell’analfabetismo. Gente che non studia più per conoscere o per imparare un mestiere, per approfondire, ma che studia semplicemente quello che l’élite impone loro di studiare. E lo fa con estrema sufficienza tra l’altro. Un analfabetismo moderno che, sia chiaro, non è da intendere come il non saper leggere o scrivere, ma come superficialità.
In altre parole, la gente parla di cose che non sa. E questo avviene perché la pseudocultura è fatta di slogan e da un’informazione telegrafica: la gente legge il titolo roboante di un articolo e pensa di sapere, di conoscere. Si è persa la capacità della lettura meditata e ragionata, dell’approfondimento e dell’elaborazione del pensiero. La gente è abituata ad avere tutto e subito, convinta com’è di potersi informare in dieci minuti, attraverso scritti di poche pagine… o di poche righe, di poco impegno e di facilissima lettura.
Viviamo nell’era della comunicazione di massa, si dice, ma la verità è che sappiamo sempre di meno. Ciò a cui stiamo assistendo è una vera e propria regressione di massa, invece che a uno sviluppo della conoscenza. Questo è il risultato della pseudocultura di massa. Un’epoca in cui le stesse notizie girano e rigirano su tutti i network, all’impazzata, senza senso, a volte propinate all’infinito, fino alla nausea, ma senza mai scendere nella profondità dei problemi, senza analizzare, senza mai chiedere se il sistema in cui siamo inseriti sia un sistema valido per l’essere umano. Il sociologo Bauman pensò bene di definire la nostra società come “liquida”, e aveva pienamente ragione: tutto scorre, tutto è precario, superficiale, una società nella quale i confini e i riferimenti sociali sono persi e un vuoto profondo segna l’esistenza degli individui.
La mancanza di cultura ha di conseguenza dato vita ad un’epoca senza certezze, senza visione del futuro, senza ricordo del passato.Un tempo le persone sapevano del loro passato perché gli veniva raccontato e tramandato oralmente da chi, con quel passato, ci aveva avuto a che fare. Ma adesso la gente non conosce più la storia, la realtà dei fatti, il periodo pre-internet sembra essere diventato il neolitico, nonostante siano passati appena due decenni. Ragazzi che non parlano più con i genitori o con i propri nonni, ma interagiscono soltanto con i loro dispositivi tecnologici.
Siamo nell’epoca della fusione e confusione tra reale e virtuale e dei social network, massima espressione del narcisismo moderno alla perenne ricerca di tanti “like”. Anche questo è il risultato della pseudocultura, e la situazione del mondo non fa altro che peggiorare di anno in anno.
C’è poco da obiettare purtroppo, ci siamo dentro, questa è l’era della globalizzazione, dell’omologazione culturale, in cui siamo tutti chiamati ad essere “uguali”, ovvero ugualmente consumatori acritici e schiavi delle multinazionali. È questo il tempo in cui il potere fa di tutto per omologare il mondo a se stesso, in modo da avere un unico tipo di scienza, un’unica lingua, un unico modo di pensare, un unico modo di intendere lo Stato, di fare le guerre, un unico modo di vivere, di immaginare la libertà, di vestire, di mangiare. La biodiversità su cui si fonda ogni ecosistema, compreso quello umano, sta per essere annientata.
È davvero questo quello che vogliamo?
“L’omologazione è in agguato, la planetarizzazione vive di queste distruzioni, le crea, le alimenta e mette tutta la potenza del capitalismo liberale al servizio di questa mondializzazione che gli consente il governo universale delle cose, dei beni, delle ricchezze, dei popoli, delle idee e degli uomini. Presto il Diverso soccomberà, non resterà più niente, se non il modo di vita americano esteso all’intero pianeta… come dire meno che niente”. Michel Onfray
Articolo di Tragicomico.it

Nessun commento:

Posta un commento