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mercoledì 31 ottobre 2018

la “CHIESA” E’ SOTTO OCCUPAZIONE DEL GOLPE SODOMITA. TUTTO QUI.

(riprendo volentieri, dall’amico “Nuke the Whales”,   notizie che, senza essermi sfuggite, non ho riportato: non  mi occupo più di chiesa, perché ormai è chiaro che la sua più alta gerarchia  è in piena e sfrenata apostasia  al servizio di Satana)

Meanwhile in Austria. (angolo Blondet)

Dedicato al mio amico Blondet, che spero sappia apprezzare. La diocesi cattolica austriaca, nota per una sua particolare interpretazione dei valori cattolici , e pertanto amatissima dal papa (con la minuscola) Bergoglio, ci delizia con le sue ultime realizzazioni.
Wilhelm Krautwaschl, vescovo di Graz, qui lo vediamo sfilare durante una presentazione di abiti talari lo scorso anno, premia una foto.
Intenzione blasfema più che evidente: Cristo transgender.
“Occidente incontra Oriente – Angelo custode bacia Sfinge” è il titolo dell’opera Esposta in questi giorni nel presbiterio della cattedrale di Vienna. Prima premiata dall’arcivescovo di Gratz ed esposta per un mese davanti alla basilica locale.
Questa invece, esposta senza la pecetta, è “Pietà, la prima luce nella tomba di pietra: un essere umano!“, sempre esposta nel presbiterio della cattedrale di Vienna proprio in questi giorni (4).
Sento il Buonismo del cazzo che prorompe forte da queste foto, purtroppo i valori europei, espressi da un ragazzino quattordicenne sodomizzato da un cardinale progressista, non possono essere ancora rappresentati nelle chiese. Sento che manca poco”
Fin qui Nuke.  Al  quale  posso fornire ulteriori informazioni che a lui, non particolarmente attento  alle “novità” vaticane, possono essere sfuggite.

Direttore Caritas a letto coi profughi_ “Fatemi godere” _ Vøx

Questa è del 2017 :
“La corte d’appello di Palermo ha confermato la condanna a 9 anni di reclusione per il direttore della Caritas di Trapani, don Sergio Librizzi, accusato di concussione e violenza sessuale.
Librizzi, arrestato nel giugno 2014, nella qualità di membro del comitato per il riconoscimento dello status di rifugiato politico, aveva preteso prestazioni sessuali in cambio del permessino di soggiorno umanitario. Dalle indagini sono emersi almeno 8 casi. Emersi. Almeno….

Non c’è più la vita eterna. Ecco la neolingua del Sinodo

Inferno e Paradiso assenti. E così anche diavolo, Credo, giudizio e condanna eterna o martirio. Ma anche droga e aborto sono relegati in passaggi generici e riduttivi. E così per il Santo Rosario e la Messa, della quale viene tralasciato l’aspetto sacrificale, mentre si parla di santità, ma non viene mai preso a modello nessuno dei tantissimi santi giovani. Quante parole del lessico cristiano cancellate dalla neo lingua del Sinodo. Però abbondano discernimento e accompagnamento. Le ragioni di un impoverimento che non si rivela solo linguistico, ma di una proposta cristiana credibile.
– LGBT O NO, L’OMOSESSUALISMO AVANZAdi Riccardo Cascioli
Quanto sopra viene dal periodico cattolico online La Nuova Bussola Quotidiana.
Un altro:
“Un  vescovo tedesco fa la  promozione della  propaganda omosessuale”
L’archevêque Stefan Hesse de Hambourga déclaré le 24 octobre qu’une “dévaluation” de l’homosexualité [pratiquée] est “insatisfaisante” [l’homosexualité pratiquée est un péché mortel].
Hesse veut que l’homosexualité soit “reclassifiée théologiquement” [acceptée]. Il a appelé à une “approche plus ouverte [sans critique]” envers ce péché mortel. Selon Hesse, il existe un “nombre considérable” de prêtres homosexuels dans l’Église.

Cupich: “No es nuestra política negar la comunión a los ‘matrimonios’ gays”

En una entrevista concedida a una televisión local, el cardenal Blase Cupich, Arzobispo de Chicago, ha declarado que no es “política” de su diócesis negar la comunión a los miembros de una pareja homosexual casada según la ley civil.

Prostituti a Villa Pamphili, tra i fermati anche un seminarista

E ancora:

“Funzione” senza Messa a Pinerolo con il pastore valdese: “valida per il precetto festivo”. L’abominio della desolazione?


Infine consiglio all’amico “Nuke” la lettura di questo articolo, che spiega tutto.

  IL FILO ROSSO CHE LEGA SODOMIA ED ERESIA NELLA SETTA CONCILIARE

Anni fa un confratello mi riferì un episodio sconcertante, secondo il quale un Officiale di Curia notoriamente omosessuale era stato sottoposto a degli esorcismi perché aveva preso l’abitudine, durante i suoi immondi festini, di bestemmiare il nome di Dio, cosa che aveva dato luogo a fenomeni di possessione diabolica. L’empio monsignore morì di lì a poco di un male incurabile, compianto dai suoi sodali. A quell’epoca le checche del Vaticano si muovevano ancora con prudenza, non perché non fossero numerose, ma perché vigeva quel tacito accordo che nell’esercito americano è compendiato dall’adagio Don’t ask, don’t tell, ossia Non chiedere, non dire. Anche se poi in molti sapevano chi aveva quel penchant e chi no. Monsignori che uscivano in borghese nottetempo dal Laterano, indossando jeans e giubbotto di pelle, e che l’indomani affiancavano il Santo Padre ai pontificali. Preti che si allontanavano dalla canonica per far volta ai calidari. Studenti di Atenei Pontifici che andavano a passeggiare a Villa Giulia. Seminaristi dediti ad un opinabile apostolato vespertino a Monte Caprino. Era la generazione del Concilio, che alla veste talare preferiva gli abiti firmati e gli occhiali da sole. Vanesi e fatui, inclini alla risatina isterica e ad apostrofarsi con pronomi e nomignoli femminili, ma pur sempre guardinghi, perché sul soglio sedeva il virile Wojtyla. Il quale era talmente intento a propagandar l’ecumenismo di Assisi da non accorgersi che proprio al suo fianco c’erano personaggi noti col nome di battaglia di Jessica.
I vizi, allora, li chiamavano vizietti, come se il diminutivo potesse rendere meno riprovevole la condotta di chi li praticava. Ed era un vizietto forse anche quello del mai abbastanza esecrato Montini, con i suoi modi da calvinista, i trascorsi ambrosiani che molti non han mai voluto approfondire e che pure gli meritarono accuse nemmen troppo velate. Certo è che su quel pontificato – e sulla congerie di Presuli che sotto di esso assursero ai più alti gradi della Gerarchia – grava ancor oggi, anzi oggi ancor più di ieri, l’ombra sinistra del ricatto, al punto da lasciar supporre che molte decisioni d’allora trovassero giustificazione solo nel terrore che qualche burattinaio potesse decidere di lasciar trapelare scabrosi dettagli sul conto del sodomita di Concesio. Il quale, non a caso, tra pochi giorni verrà elevato agli onori degli altari, in riconoscimento del suo contributo all’opera di devastazione della Chiesa e quale devoto tributo dei suoi beneficiati.
Fu alla fine del papato wojtyliano che gli immondi seguaci di Sodoma trovaron coraggio di serrare i ranghi, raccogliendo intorno a sé una schiera di zelatori del tempio di simile natura, sicché potemmo vedere il povero Papa polacco conciato con paramenti circensi, o costretto ad assistere a grottesche performances di saltimbachi seminudi coram Pontifice, e di selvaggi in apparecchio adamiticocoram Sanctissimo. L’autore di quegli scempi ancor oggi imperversa nei Sacri Palazzi, ancorché prossimo al sacello, col suo codazzo di questuanti che il tempo ha trasformato da naiadi in clergyman in vecchi rancorosi. Ma mentre Giovanni Paolo II si andava spegnendo, in Vaticano la falange sodomitica levava il capo, non senza scandali e scandaletti al limite del ridicolo: ecco allora il segretario dell’Eminentissimo, per gli intimi Carmen, colto in flagrante nei gabinetti a Termini e frettolosamente spedito in partibus, il canonico con la manomorta fermato sul 62, il chierico che batte in San Pietro importunando i turisti, il prete al cinema porno, il frate ammazzato nei giardinetti da un prostituto e via enumerando.
Sono  tutti testi scritti da cattolici e su siti cattolici, caro amico.
Da  cui si  vede che siamo informati.  E’ ormai chiaro che la Chiesa è sotto occupazione dei culattoni, che tripudiano sfrenati come è loro costume, sporcando ogni giorno di più  il Cristo, sputando sull’Eucarestia, dando scandali inauditi  ai seminaristi e ai fedeli  e – purtroppo – perseguitando preti e suore che restano credenti. E’ ovvio che questa ghenga di sodomiti e viziosi non crede più all’anima immortale, al  premio e al castigo eterno, e  invece di darsi ai mestieri  tipici che sono aperti alla categoria dei finocchi  – parrucchiere  per signora, stilista, attore comico, spacciatore e prostituto –  trova più comodo ammantarsi da “cardinale”, da “vescovo”, da “papa” ed altre mascherature carnevalesche, perché pure stipendiate.
E’ ovvio come questi siano servi di Satana, a cui si sono consegnati. I cardinali e i vescovi che hanno abbandonato lo sforzo  verso la santità personale – o almeno la decenza –  sono il frutto estremo (nel senso di estremista e, insieme,  di terminale) del Concilio e del suo “spirito”, che Giovanni XXIII  così distillò in un suo discorso  d’apertura:  “Oggi la Chiesa vuole adoperare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore».  Lo fece passare come una “carità” verso l’uomo moderno.  Ma oggi è chiaro che l’altroclero ha usato “l’arma della misericordia” sopratutto verso di sé, abbandonando ogni “rigore”.  Mezzo secolo di manica larga morale e di eresie  interne non combattute hanno portato a questo. Ed anche peggio.
Tutto ciò che ancora vi manca a questa cronaca della nefandezza di anime  che si sono date a Satana, potete leggerlo nel saggio appena uscito delle  Edizioni Radio Spada.
Cosa Vostra – Dalla Pro Deo alla “mafia di San Gallo” – gli “affari riservati” della “chiesa della misericordia”.
Anche se ne suggerisco la lettura, lo faccio aggiungendo un cosiglio non richiesto: cercate, da credenti, di non farvi ossessionare dalla crisi di questa “chiesa di satana”, non fatela diventare un’idea fissa. Distogliete da loro il pensiero, come lo si distoglie dalla pornografia e dai viziosi.
Voltate loro le spalle e pensate a salvare l’anima voi. Del resto era scritto:

E’  scritto persino nel Catechismo conciliare:
Tranquilli, sereni e forti.

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