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giovedì 18 ottobre 2018


di Jennifer Delgado Suárez

Ci sono atteggiamenti che separano più di mille miglia o un oceano. La vicinanza emotiva non si misura in metri o centimetri, ma nella sintonia psicologica che si prova.

Per questo, puoi essere circondato da tante persone e sentirti comunque solo, o essere apparentemente solo ma sentirti in buona compagnia, perché sai che da qualche parte nel mondo c’è qualcuno che ti capisce e ti sostiene, non importa quanto lontana sia quella persona.
Ci sono atteggiamenti che ostacolano la convivenza quotidiana e creano un divario emotivo tra le persone. Se non vi si pone rimedio, questo vuoto può diventare un abisso insormontabile. Quali sono questi atteggiamenti?

Atteggiamenti che rompono i legami e lasciano profonde ferite emotive

Ipercriticismo. Non è che per tanto criticare l’altro cambi prima. È una regola d’oro che dobbiamo ricordare nelle nostre relazioni interpersonali. La critica, specialmente quando è diretta alla persona ed esprime un giudizio di valore, può logorare la relazione più solida, dal momento che una delle parti si sentirà non solo giudicata ma anche fraintesa.
A volte, le critiche sono fatte con buone intenzioni, per il bene dell’altro, ma il destinatario riceverà solo un messaggio: “non sono abbastanza bravo o capace” o “non mi ama abbastanza” o “non mi accetta come sono”. In ogni caso, criticare continuamente è un modo infallibile di interporre una distanza psicologica, perché la persona criticata si allontanerà sempre di più, non incontrando l’accettazione, il supporto e la comprensione di cui ha bisogno.
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Freddezza. La freddezza emotiva separa più di un abisso. Qualsiasi relazione intima, sia di coppia, tra amici o in famiglia, ha un’importante funzione di convalida emotiva che deve essere soddisfatta o, altrimenti, genera un profondo vuoto affettivo. Quando permetti a una persona di accedere alla tua cerchia ristretta, speri che lui/lei possa capire ciò che senti e che accetti quelle emozioni. In poche parole: ti aspetti che ti sostenga emotivamente.
Sfortunatamente, questo non è sempre il caso. Alcune persone si allontanano emotivamente, ricorrono al silenzio come strumento per punire l’altro, smettono di parlargli e lo ignorano di proposito. Ignorando i bisogni emotivi dell’altra persona, viene trasmesso un messaggio molto chiaro: “non mi interessi abbastanza”.
Se prima di ogni conflitto la persona reagisce emotivamente prendendo le distanze, terminerà costruendo un muro con i mattoni dell’incomprensione e dei problemi irrisolti. Ignorare i conflitti non li risolve, semplicemente li nasconde. Distanziarsi emotivamente, quindi, non aiuta a risolvere i problemi, ma accentua solo la distanza ed elimina ogni possibilità di comunicazione.
Disprezzo. Il disprezzo può assumere mille forme. Insulti con frasi del tipo “sei stupido” o “sei ridicolo”, ne sono la manifestazione più diretta, ma anche le umiliazioni velate – soprattutto quando la persona adotta un atteggiamento arrogante e usa tattiche di intimidazione intellettuale – fanno comunque male. Il sarcasmo, per esempio, è un’altra forma di disprezzo che colpisce molte relazioni, perché dietro ad una sfumatura apparentemente geniale, si nasconde normalmente una presa in giro caustica, che danneggia profondamente l’autostima della persona, soprattutto quando è ripetuta nel tempo.
Il disprezzo causa che la relazione, che dovrebbe essere fonte di supporto, si trasformi in una situazione di costante scoraggiamento, terminando col danneggiare il legame. A differenza del rifiuto o anche dell’odio, che sono sentimenti momentanei, ciò che più fa male del disprezzo, è che è un atteggiamento razionale e premeditato. Il disprezzo implica il rifiuto, ma nasconde anche il desiderio di escludere la persona oltre ad una profonda mancanza di rispetto per le sue idee o sentimenti.
Egocentrismo. Qualsiasi relazione, qualunque sia il tipo, coinvolge sempre due persone. Queste persone devono essere in grado di soddisfare alcuni bisogni emotivi nella relazione stessa. Quando questa bidirezionalità viene interrotta e una delle persone assume un atteggiamento egocentrico, l’altra finirà prosciugata emotivamente.
Il “ioismo” è la tomba di ogni tipo di relazione. Quando una persona chiede e riceve costantemente senza dare nulla in cambio, prima o poi, l’altra sentirà di essere sottoposta a una emorragia emotiva che gli genererà un enorme vuoto. Alla lunga, questa si trasformerà in una relazione tossica dalla quale sarà necessario liberarsi.
Atteggiamento incolpatorio. Ci sono molti atteggiamenti che separano, ma uno dei più dannosi è la manipolazione incriminante. Queste sono persone che cercano di manipolarti facendoti sentire in colpa. Fanno leva sul tuo senso del dovere o sui tuoi punti deboli per ottenere quello che vogliono, lasciandoti con la sensazione di essere una persona cattiva.
Queste persone, consapevolmente o no, stabiliscono relazioni di dominio, soggiogando gli altri attraverso il senso di colpa. Possono ergersi a giudici, facendoti notare costantemente tutto ciò che fai di sbagliato, oppure possono assumere il ruolo di vittime, lasciandoti il ruolo di carnefice. Ovviamente, quel tipo di relazione è emotivamente estenuante, oltre ad essere profondamente insoddisfacente, perché senti che stai sempre camminando sul filo del rasoio, senza sapere quale delle tue prossime frasi o attitudini la offenderanno.
Articolo di Jennifer Delgado Suárez

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