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martedì 26 febbraio 2019

Bisogna vaccinare i bambini volontari”: parola di Pierluigi Lopalco

di Marcello Pamio

Pierluigi Lopalco (epidemiologo dell’Università di Pisa): “Per mettere in commercio un vaccino servono da 8 a 10 anni di ricerca, questo significa che bisogna vaccinare i bambini volontari e bisogna vedere quanto il vaccino sia sicuro e quanto sia efficace”.

L’8 febbraio scorso all’Università di Modena e Reggio Emilia si è tenuta una giornata dal titolo “VacciniaMO”, un incontro rivolto agli studenti degli Istituti superiori di Modena. Si tratta del secondo appuntamento organizzato dalla facoltà di medicina e chirurgia Unimore, d’altronde per il Sistema risulta d’importanza vitale indottrinare le giovani coscienze e plasmare i loro freschi cervelli sul tema vaccinale. Voglio impedire che diventino esseri senzienti e soprattutto pensanti…
Ospiti: Maria Santoro che ha aperto le danze, poi a seguire il dott. Stefano Zona, infettivologo di Unimore, il prof. Francesco Galassi, paleopatologo dell’Università di Zurigo e Flinders University, e la dott.ssa Elena Varotto, antropologa forense dell’Università di Catania. Poi è stata la volta del prof.  Pier Luigi Lopalco, epidemiologo dell’Università di Pisa, del prof. David Galbraith, biologo vegetale dell’Università di Tucson in Arizona, del prof. Marcello Pinti, immunologo di Unimore e infine del prof. Andrea Cossarizza, patologo generale sempre di Unimore.
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Due parole sull’esimio Lopalco sono d’obbligo, visto che gira un video sul suo intervento. L’epidemiologo dopo aver ironizzato su coloro che mettono in discussione la sicurezza dei vaccini, parte con pseudospiegazione scientifica, per cercare di fare luce sul problema.
Per mettere in commercio un vaccino servono da 8 a 10 anni di ricerca, questo significa che bisogna vaccinare i bambini volontari e bisogna vedere quanto il vaccino sia sicuro e quanto sia efficace. Dopo tutta questa fase di ricerca, il vaccino viene commercializzato. Cioè, il test sui vaccini, si fa su decine di migliaia di bambini.Dopodiché viene commercializzato e si fa quella fase che si chiama farmacovigilanza, cioè si guarda anche dopo la commercializzazione, se questo vaccino causa, per esempio, effetti collaterali che non avevamo osservato negli studi clinici“.
Secondo l’esperto, quindi, decine di migliaia tra bambini e neonati, “volontariamente”, si sono fatti inoculare, dopo ovviamente aver firmato col dito intriso nel latte materno, il foglio del consenso informato. Il termine “volontari” al posto di “cavie umane” ha un impatto decisamente diverso sulla psiche degli studenti presenti.
Lui si difende: “I test sui minori sono imposti dalla legge come ultimo passo. Ma sono i genitori a decidere“. Ora è tutto più chiaro! La legge lo impone, ma è solo l’ultima spiaggia, anche se non sappiamo bene cosa ci sia prima, però alla fine sono i genitori che decidono.Ricapitolando: i bambini sono volontari, ma è la legge che lo impone, però sono i genitori che decidono! Forse, il dottore dovrebbe farsi visitare da uno bravo!
Quanti genitori presterebbero alla Scienza il corpo del proprio figliuolo, per testare un farmaco di cui non si conosce nulla? Purtroppo questo avviene inconsapevolmente ogni giorno nelle ASL… Come spiega benissimo il dottor Stefano Montanari “per controllare l’efficacia di un vaccino occorre una popolazione enorme“, questo perché non si tratta solo di verificare se i soggetti siano guariti con la somministrazione del farmaco, ma anche verificare se non si sono ammalati di qualcosa.
Forse Lopalco non sa o fa finta di non sapere, che l’attuale farmacovigilanza, come viene praticata è in grado di riscontrare una frazione miserrima degli effetti avversi, il tutto per minimizzare la loro pericolosità oggettiva.
La verità è che non esistono studi randomizzati a doppio cieco, sulla sicurezza ed efficacia dei vaccini:servirebbe seguire per lunghissimo tempo due gruppi di “cavie”, l’uno vaccinato l’altro no, e verificarne lo stato di salute nel tempo e l’eventuale protezione offerta dal vaccino contro le malattie per le quali si è vaccinato. Questo non è mai avvenuto, per ovvi motivi. Pertanto quanto detto da Lopalco non ha alcun senso.
Una sperimentazione del genere – continua Montanari – comporterebbe tempi lunghissimi e nessuna, assolutamente nessuna azienda farmaceutica lo fa, né mai avrebbe intenzione di farlo“. Anche in questo caso, il Lopalco di turno, esattamente come la cricca ipervaccinista-a-prescindere, non ha esibito nessun documento ufficiale, nessuno studio di sicurezza che comprovi le sue e le altre esternazioni pubbliche. Dovrebbe far riflettere…
Un’altra cosa che dovrebbe far pensare, è che il dottor Lopalco figura sulla busta paga della GlaxoSmithKline, la principale azienda produttrice di vaccini! Inoltre, la maggior parte dei soldi che le lobbies elargiscono a medici, professori, istituti, università e centri di ricerca potrebbe essere sommersa…
Con questo non si sta dicendo che un medico e/o ricercatore non possa prendere soldi dai produttori di farmaci, ma è un diritto per le persone e per gli studenti che ascoltano l’oratore, venire a conoscenza che colui che sta parlando di vaccini, è pagato dal principale produttore degli stessi vaccini!
Articolo di Marcello Pamio
Rivisto da Conoscenzealconfine.it

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