netparade

mercoledì 12 agosto 2020

L’inquisizione in camice bianco colpisce ancora

 

L’inquisizione in camice bianco colpisce ancora

Negli ultimi anni stiamo assistendo impotenti ad un aumento senza precedenti di attacchi a tutti quei medici che non rimangono allineati ai dictat di un sistema dittatoriale, ma rispondono in Scienza e Coscienza al Giuramento di Ippocrate. Non passa mese infatti che non ci siano nuovi casi umani e professionali.

L’unica eccezione è avvenuta durante la psicopandemia, ma quando hanno riaperto le gabbie, dandoci l’illusione del ritorno alla “normalità” dopo la prima quarantena, che le armate brancaleone si sono messe di nuovo in moto…

Mi riferisco alle armate della Santissima Inquisizione moderna, le medesime che dal XV secolo hanno “punito, incarcerato e corretto” tutte le persone affette da “perversione eretica”.

Hanno preso il “diavolo” come scusante ma lo scopo era redimere tutti quelli che uscivano dalla “normalità”, dal pensiero unico, dal paradigma dell’epoca. Esattamente come oggi.

Sono passati molti secoli da allora e le strategie adottate si sono ovviamente aggiornate e adattate camaleonticamente al periodo.

Innanzitutto gli spietati inquisitori hanno abbandonato il nero per il più consono camice bianco, e le torture sono state soppiantate dal rogo mediatico e professionale. Oggi infatti, nella società dell’immagine, preferiscono screditare, sputtanare, ridicolizzare, e se riguarda un medico sospendere e/o radiare.

A proposito di medici, l’ultimo a finire sotto il Malleus Maleficarum (Martello delle Streghe) è stato il dottor Ennio Caggiano, un bravo e simpaticissimo medico di famiglia della provincia di Venezia.

Il Malleus Maleficarum è un documento o libercolo redatto nel 1487 dai padri domenicani grazie ad una bolla papale, che permetteva di torturare e uccidere – dopo un processo farsa – tutti gli eretici, tutti coloro che uscivano dalla loro “normalità”.
Stiamo parlando di ostetriche, erboriste, levatrici: donne che sapevano far nascere i bambini e conoscevano le tradizioni erboristiche. Cose queste che all’epoca non andavano tanto a braccetto con il Potere!

Bastava quindi una banalissima denuncia anonima, proprio come oggi, per mettere in moto l’Inquisizione…

Tornando all’eretico Caggiano, ecco la lettera che ha ricevuto per Pec il 25 maggio 2020.

Perviene a questa Azienda una segnalazione, sottoscritta da alcuni medici di medicina generale, con la quale si denunciano comportamenti deontologicamente poco accettabili, posti da Lei in essere, nel suo profilo Facebook”.

Le accuse (anonime) dei delatori con lo stetoscopio al collo, sono pesantissime: il dottor Caggiano ha avuto la pessima idea di scrivere qualche post su Facebook. Avete capito? In pratica un medico non gode dell’articolo 21 della Costituzione, quello della “libertà di espressione”, non può in pratica commentare o fare battute ironiche.

Anomalo comportamento questo che mette in luce il classico metro con due misure diverse.

Ci sono in Italia dei medici che andrebbero prima radiati e poi incarcerati per i loro comportamenti criminosi (truffe, comparaggio, corruzione, danni dolosi a pazienti, ecc.) e invece, nonostante condanne penali sono non solo regolarmente iscritti agli ordini, ma professano pure e qui purtroppo l’elenco è lunghissimo.

Poi vi sono medici come il noto virol-prodigo, pagato profumatamente con i soldi che i sudditi regalano alla Rai con il canone, che nei social si comportano peggio di uno scaricatore di porto, offendendo arrogantemente tutti quelli che non la pensano come lui.
Simili individui non solo non vengono richiamati dall’ordine, ma li lasciano tranquillamente evangelizzare le masse di pecore da mattina a sera. Come mai in casi simili il rispetto della deontologia medica non viene tirata in ballo?

Ma torniamo al dottor Caggiano e alla chicca finale:

Le ricordo che Lei opera come Medico di Medicina Generale, e che la Medicina Generale è il primo punto di contatto fra il cittadino/paziente il SSN e come tale il comportamento del medico curante, a cui il paziente si riferisce con fiducia, può ingenerare allarme, in particolar modo in settori delicati come il campo vaccinazioni in cui l’investimento della sanità pubblica è preponderante, fino ad indurre il paziente alla perdita della fiducia e credibilità nei servizi sanitari

Finalmente il tema del contendere: i vaccini non solo sono un dogma, ma un dogma molto proficuo!

Non si possono toccare questi farmaci pena la segnalazione/richiamo/radiazione da parte dell’ordine. Capito? Mettere in discussione la pratica medica vaccinale è eresia da estirpare con ogni mezzo.

I vaccini, lo ammettono loro stessi, sono l’investimento della sanità pubblica più massiccio, quindi anche per questo motivo non si possono mettere in discussione.

La parte finale però fa comprendere qual è la vera paura per questi ciarlatani: la perdita di fiducia e credibilità nei servizi sanitari, cioè nelle loro cure chimiche deleterie e nei loro sistemi pseudopreventivi chiamati screening.

La colpa è del dottor Caggiano o del dottor Roberto Gava o del dottor Paolo Rossaro (questi ultimi medici radiati dagli ordini) se le persone si stanno allontanando sempre più da una medicina protocollare/difensiva, che protegge il didietro dei medici ortodossi?

Una medicina rigida e impagliata, totalmente fagocitata dalle industrie della chimica e farmaceutica?

La colpa è del dottor Caggiano se oggi le persone, nonostante la medicina basata sulle evidenze, continuano ad ammalarsi e a morire più di prima? Ricordo che in Italia oltre 500 persone muoiono ogni giorno per cancro (o per le terapie!).

Questo ennesimo caso mostra sempre di più la vera natura dell’ordine dei medici, che da organizzazione di tutela della categoria dalle aggressioni esterne (malpractice) è diventata un vero e proprio organismo di inquisizione con il compito di punire il pensiero non allineato dei membri iscritti.

Stiamo parlando di una organizzazione totalmente privata (l’ordine professionale dei medici) che può decidere la vita e la morte professionale di un medico, cioè di un professionista che dopo aver studiato circa 10 anni e più, fa l’esame di Stato, cioè si laurea dinnanzi allo Stato e non ad una associazione privata! Eppure questa ultima può impedire ad un sanitario, magari con trenta o quarant’anni di esperienza clinica di professare l’Ars Medicandi.

Tutto questo trova la sua normalità solo in un paese non democratico completamente privato di uno stato di diritto.

È senza dubbio arrivato il momento di una legittima, sacrosanta e forte reazione da parte di tutta la classe medica, e non solo degli omeopati o degli esperti di medicina naturale, anche perché qui di mezzo non c’è il dottor Caggiano ma l’autonomia e la libertà in Scienza e Coscienza del medico!

Si dovrebbero battere pesantemente i pugni sul tavolo e far sentire la propria voce e il proprio pensiero in modo coeso, anche perché l’establishment non può certo radiare tutti quanti i medici!

Infine va preso atto quanto prima che sta completamente cambiando il paradigma, e non solo su certe terapie e/o trattamenti, per cui non è più possibile oggi come oggi continuare ad avere il camice bianco, l’anello al naso e un unico pensiero allineato.

Se sempre più persone si stanno allontanando da questo tipo di medicina allopatica, se hanno completamente perduto la fiducia nei camici bianchi e soprattutto nelle loro fallimentari terapie, la responsabilità è di esclusivo appannaggio di un Sistema metastatizzato globalmente gestito e fagocitato dalle industrie del farmaco. Un Sistema che ha sostituito l’uomo al centro con il potere, il controllo e il dio-denaro…

Nessun commento:

Posta un commento