netparade

mercoledì 15 gennaio 2020

Il tumore che ci sta divorando si chiama liberalismo. È quello che vuole impadronirsi dei nostri risparmi, del nostro lavoro, delle nostre famiglie, dei nostri figli e della nostra anima ed è un liberalismo di matrice massonica di Francesco Lamendola   




Il tumore che ci sta divorando si chiamaliberalismo 


di 


Francesco Lamendola


 00 CHAPLIN E MILIARDARIO 


Quando si è in guerra, la cosa più importante da sapere è che c’è una guerra; la seconda, sapere chi è il proprio nemico. Si direbbe che molti non abbiano ancora preso consapevolezza del primo fatto: la guerra c’è, e sta facendo vittime, e sta minacciando gravemente il nostro futuro: ma essi, a quanto pare, non se ne sono ancora resi conto e sperano che si tratti solo di qualche temporale passeggero, di qualche instabilità momentanea. Questa inconsapevolezza è tanto più biasimevole per i cattolici, i quali sembrano essersi scordati l’insegnamento di Gesù Cristo che la vita terrena è una guerra continua, una guerra del male contro il bene, e che la posta in gioco è la salvezza della propria anima. Non perderemo tempo a spiegare a tutti costoro che c’è una guerra in corso; se non l’hanno capito fino ad ora, vuol dire che nemmeno le bombe atomiche riuscirebbero a svegliarli. Del resto, per loro è vero quel che dice la televisione e quel che c’è scritto sui giornali: e se giornali e televisioni dicono che si può star tranquilli e che tutto è a posto, niente e nessuno riuscirebbe mai a riscuoterli dalla loro fiducia bovina e far maturare in loro una diversa consapevolezza. E non stiamo alludendo a quel che accade in questi giorni nel Medio Oriente, dove l’immensa bestialità americana e l’inesauribile perfidia israeliana stanno creando le premesse per una guerra non solo regionale, ma mondiale: l’umanità vive da settant’anni sull’orlo del cratere e se è vero che, prima o poi, finirà per caderci, non ci sono ragioni per pensare che oggi ci sia più vicina di tante altre volte. No; ci riferiamo alla guerra silenziosa, in gran parte (ma non sempre) incruenta, che i Padroni Universali, ossia i signori della grande finanza internazionale, hanno dichiarato ai popoli; e, in subordine, alla guerra incessante che i custodi del Pensiero Unico progressista, femminista, globalista, migrazionista, omosessualista, per mezzo dei mass media, della scuola, di tutti gli strumenti di trasmissione delle notizie e del sapere, dei quali hanno pressoché il monopolio, stanno conducendo contro la coscienza morale e contro l’intelligenza di milioni e milioni di persone, allo scopo di asservirle mentalmente e di operare in esse un vero e proprio lavaggio del cervello, veicolando una nuova e aberrante tavola dei valori, dove il male diventa bene, il falso diventa vero, il brutto diventa bello, e viceversa. E per i cattolici, in particolare, ci riferiamo alla guerra  cinica e spietata, subdola, diabolica, che la massoneria ecclesiastica, giunta a impadronirsi dei vertici della chiesa, sta conducendo per sovvertire l’opera di Gesù Cristo, inquinando con eresie d’ogni sorta la fede cattolica e portando i fedeli nell’apostasia, nell’idolatria, nel paganesimo, nel peccato più nefando, quasi senza che se ne rendano conto.

http://www.accademianuovaitalia.it/images/0-QUADRI/0-GALLERY-manipolati.jpg
 A spiegare che c’è una guerra in corso si "Perde tempo": se molti non l’hanno capito fino ad ora, vuol dire che nemmeno le bombe atomiche riuscirebbero a svegliarli! Del resto, per loro è vero quel che dice la televisione e quel che c’è scritto sui giornali: e se giornali e televisioni dicono che si può star tranquilli e che tutto è a posto, niente e nessuno riuscirebbe mai a riscuoterli dalla loro fiducia bovina e far maturare in loro una diversa consapevolezza!

Passiamo al nemico, cui bisogna pur dare un nome e un volto, se si vuol sperare di non uscire stritolati e distrutti dalla lotta. Il nome e il volto del nemico che ci sta aggredendo a livello planetario, che vuole impadronirsi dei nostri risparmi, del nostro lavoro, delle nostre pensioni, delle nostre famiglie, dei nostri figli, dei nostri valori, della nostra anima, e perfino del nostro senso estetico, è presto detto: il liberalismo di matrice massonica. Guarda caso, mentre le altre ideologie politiche, prima o dopo, hanno dovuto subire una fase di critica più o meno radicale, e tutte, dal fascismo, al nazismo, al comunismo, sono state infine condannate, solo il liberalismo ha superato indenne tutte le tempeste, le guerre, le rivoluzioni, i cambi di paradigma culturale, e oggi siede più che mai nei salotti buoni della cultura, oltre che alla direzione degli Stati e delle banche, alla presidenza delle università e nelle sedi dei giornali e delle televisioni, con tutta l’aria di starci benissimo e di considerarsi come il solo inquilino legittimo in mezzo ad altri inquilini sospetti, di dubbia moralità, provvisori e destinati, prima o dopo, a sparire. E cosa gli dà tanta sicurezza, tanta baldanza, al punto che qualche suo corifeo ha proclamato che esso rappresenta il vertice e la fine della storia, e che non è possibile immaginare un mondo diverso, e soprattutto migliore, di quello creato dell’ideologia liberale? Senza dubbio il fatto che detiene la forza e mediante la forza, anche se mascherata, si sta imponendo all’intera umanità. La sua forza viene innanzitutto dal linguaggio, dai concetti, dal sapere, che sono stati addomesticati e piegati ai suoi fini: sicché, quando crediamo di esprimere dei dati di fatto, in realtà stiamo solo ripetendo, come tanti pappagalli ammaestrati, le filastrocche le giaculatorie che i Padroni del Discorso ci hanno inculcato a nostra insaputa, sin dalla più tenera età, per mille vie, dirette e indirette, come in realtà si addice ai più occhiuti totalitarismi. E quando crediamo di pensare con la nostra testa, pensiamo in realtà con la testa di qualcun altro: con quella del nostro nemico. Non facciamo altro che esprimere le idee sviluppate da Locke,  Hume, Adam Smith, Kant, Hegel, Croce, Popper, e così via: idee che culminano, con perfetta coerenza, nel delirio pseudo libertario di un Mario Mieli, o nel feroce Nuovo Ordine Mondiale del conte Coudenhove-Kalergi, e sostenuto da uomini politici come Marco Pannella, Silvio Berlusconi, Mario Monti, Matteo Renzi, i quali, pur così diversi (in apparenza) fra di loro, hanno una matrice comune, di cui peraltro vanno orgogliosi: il liberalismo. E mentre un neofascista o un neocomunista si devono giustificare, in qualche modo, delle proprie idee; devono accettare di subire violente critiche ed aspri rimbrotti, solo i seguaci del pensiero liberale si prendono il lusso di andare sempre in giro a testa alta e raccogliere ovunque ovazioni e ringraziamenti, anche a decenni e decenni dalle loro supposte buone azioni internazionali, forti del sostegno massiccio della grande finanza, del controllo dei mass-media e dell’immagine ampiamente positiva di se stessi che son riusciti a creare, agendo quasi in regime di monopolio, intorno a sé.

http://www.accademianuovaitalia.it/images/ULTIME/00-ZITTO_MASSONE.jpg
Oggi molti cattolici sembrano essersi scordati l’insegnamento di Gesù Cristo che la vita terrena è una guerra continua, una guerra del male contro il bene, e che la posta in gioco è la salvezza della propria anima!

Loro, per dirne una, sono quelli, o sono gli eredi di quelli, che nel 1945 hanno liberato il mondo dall’incubo nazista e restituito la libertà – disinteressatamente, si capisce - ai popolo europei; e sono ancora quelli che, nel 1989, si trovavano dalla parte giusta della barricata, non da quella sbagliata. Loro non hanno scheletri nell’armadio, non hanno pagine buie da far dimenticare, non hanno complessi, rimorsi o rimpianti; loro hanno sempre detto e fatto bene ogni cosa, e possono andare a fronte alta e guardare chiunque dritto negli occhi – cosa che tutti gli altri non possono fare. Adesso, poi, che sulla cattedra di San Pietro si è seduto uno dei loro, uno che – guarda la combinazione - sulle principali questioni mondiali parla esattamente come parlerebbero Soros o Rotschild, o come parlano i signori della Banca Mondiale, o quelli che si sono insediati all’ONU e all’UNESCO; e che i vescovi e i preti non fanno altro che cantare tutto il giorno le lodi del liberalismo, assai più che quelle del nostro Signore Gesù Cristo, il quale scelse la via della Croce per insegnare agli uomini che cos’è il vero amore, si può dire che la loro arroganza non conosce più limiti e che hanno rotto ogni freno, e possono perfino permettersi il lusso, se necessario, di lasciar cadere la maschera. Il presidente della maggiore democrazia liberale può ordinare, ad esempio, un assassinio politico sul territorio di un altro Stato, uno Stato nel quale i suoi eserciti erano entrati dicendo di portare, come al solito, la libertà (ce la ricordiamo tutti Giovanna Botteri a Baghdad, il 9 aprile 2003, strillare con incontenibile esultanza: Eccoli, eccoli! Arrivano, arrivano!, perfetto esempio d’imparzialità giornalistica): e l’opinione pubblica mondiale, narcotizzata da decenni di indottrinamento, non trova che la cosa sia particolarmente strana, né ci vede alcunché di disdicevole. I terroristi che uccidono a tradimento meritano di essere combattuti fino all’ultimo respiro, ma se quel signore si comporta da terrorista, nessun tribunale internazionale chiederà mai di processarlo, e ciò per la semplice ragione che abbiamo già detto: che il liberalismo è l’impero della forza, e là dove regna la forza, chi ne è il detentore può ridersi di qualunque malumore e non deve temere alcun processo, perché non esiste aula di tribunale nella quale verrà chiamato a comparire. A meno, beninteso, che così non decidano i padroni occulti dell’impero mondiale liberale: i grandi finanzieri che si servono dei capi di Stato come di altrettante marionette per realizzare i loro fini. Li fanno eleggere, impongono loro l’agenda di governo, li muovono e poi li fanno cacciare, se non sono abbastanza obbedienti, rimpiazzandoli con yes-men più fidati ed efficienti, ma sempre lasciando ai cittadini la beata illusione che quanto è avvenuto sia stato opera della volontà popolare.

http://www.accademianuovaitalia.it/images/ULTIME/00-HOLLYWOOD_1.jpg
Il tumore che ci sta divorando si chiama liberalismo. È quello che vuole impadronirsi dei nostri risparmi, del nostro lavoro, delle nostre famiglie, dei nostri figli e della nostra anima ed è un liberalismo di matrice massonica!

 Arrivati a questo punto, e poiché qualcuno, senza dubbio, sarà rimasto stupito e anche contrariato dall’associazione di nomi così diversi che abbiamo fatto sopra, e si starà chiedendo cosa diavolo c’entri Mario Mieli con John Locke, o Pannella con Kant, ci sembra indispensabile dare una definizione del liberalismo. Per farlo, ci serviamo di quanto ha scritto Alain De Benoistnel suo recentissimo saggio Critica del liberalismo. La società non è un mercato (titolo originale: Contre le libéralisme. La société n’est pas un marché, Editions du Rocher, 2019; traduzione dal francese di Giuseppe Giaccio, Arianna Editrice, 2019, pp. 49-50; 51-52; 52):
Nel senso moderno del termine, l’individualismo è la filosofia che considera il soggetto come l’unica realtà e lo assume come principio di ogni valutazione. Il liberalismo pone l’individuo e la sua libertà supposta “naturale” come le sole istanze  normative della vita in società, il che equivale a dire che fa dell’individuo la sola e unica  fonte dei valori e delle finalità ch si sceglie. Questo individuo è considerato in sé, a prescindere da ogni contesto sociale o culturale. Mentre l’olismo esprime o giustifica la società esistente in riferimento a valori ereditati, trasmessi e condivisi, ossia in ultima analisi in riferimento alla società stessa, l’individualismo pone i suoi valori indipendentemente dalla società  così come la trova. Per questo motivo non riconosce alcuno status di indipendenza autonoma alle comunità, ai popoli, alle culture o alle nazioni: in queste entità, che egli coglie per mezzo dell’individualismo metodologico, vede unicamente dei semplici aggregati di atomi individuali e stabilisce che solo questi ultimi possiedono valore. 
Parallelamente, l’uomo è posto come produttore e consumatore, egoista e calcolatore, tendente sempre e unicamente a massimizzare razionalmente la propria utilità, ossia il suo interesse materiale e il suo profitto privato. Questa tesi fa dell’uomo un essere di calcolo e d’interesse. Il modello è quello del commerciante al mercato: è l’”homo oeconomicus”. La società, quindi, consiste solo in una serie di rapporti di mercato. (…)

http://www.accademianuovaitalia.it/images/0-E-BOOK/0-de-benoist.jpg
Alain De Benoist

I liberali insistono particolarmente sul fatto che gli interessi individuali non devono mai essere sacrificati all’interesse collettivo, al bene comune o alla salute pubblica, concetti che considerano inconsistenti, Questa conclusione deriva dall’idea che solo gli individui hanno diritti, mentre le collettività, essendo solo una somma di individui, non possono averne alcuno che appartenga loro in proprio. (…)
La libertà cui si richiama il liberalismo è un’astrazione, legata a un “diritto” inerente alla ragione umana, secondo cui l’individuo ha delle buone ragioni per fare (e per esigere di poter fare) ciò che vuole del suo tempo, del suo corpo o del suo denaro; inoltre, si presume che l’uomo effettui solo scelte che si sviluppano a valle, senza mai essere modellate o condizionate dalla sua eredità o dalle sue appartenenze. La libertà liberale presuppone dunque che gli individui possano prescindere dalle loro origini, dal loro ambiente, dal contesto nel quale vivono e si esercitano le loro scelte, ossia da tutto ciò che fa sì che siano così come sono e non altrimenti.

 http://www.accademianuovaitalia.it/images/0-QUADRI/0-GALLERY-manipolazione.jpg
Oggi siamo come tanti pappagalli ammaestrati, che ripetono le filastrocche che i Padroni del Discorso ci hanno inculcato a nostra insaputa, sin dalla più tenera età, per mille vie, dirette e indirette: quando crediamo di pensare con la nostra testa, pensiamo in realtà con la testa di qualcun altro: con quella del nostro nemico!

Questa è la vera natura del liberalismo, sfrondata di nastri e lustrini e ridotta all’essenziale: una natura aberrante, perché si fonda su un assunto che è al tempo stesso irrealistico e pernicioso. È la religione della libertà, ma intesa come libertà di possedere, non di essere: dunque rappresenta il trionfo dell’esteriorità, dell’egoismo e del materialismo più becero. Grazie al liberalismo, tutto diventa merce, anche i sentimenti, anche le idee: tutto viene monopolizzato dai padroni del marchio e poi messo in vendita a prezzi assurdi, fuori mercato; e ciò con la suprema ipocrisia che il liberalismo in economia propugna il liberismo, cioè esalta la libera concorrenza. Quanto alla connessione fra Locke e Mario Mieli, o fra Kant e Pannella, crediamo che ora appaia evidente a chiunque: nel liberalismo, l’individuo ha delle buone ragioni per fare (e per esigere di poter fare) ciò che vuole del suo tempo, del suo corpo o del suo denaro. Pertanto, voglio passare il mio tempo abbandonandomi ai piaceri della droga? Sono libero di farlo: il tempo è mio. Voglio diventare da uomo, donna, o da donna, uomo? Sono libero di farlo, così come ogni donna è libera di abortire: il corpo è mio (o suo). Voglio licenziare gli operai e chiudere le mie fabbriche, per investire tutto il capitale in operazioni finanziarie, in speculazioni di borsa che mi renderanno di più e con minori fastidi? Sono libero di farlo, perché quel denaro è mio. E nessuno può dirmi nulla, nessuno ha il diritto d’intralciarmi, perché la società è un’astrazione, non ha diritti, serve solo a garantire i miei, a me che sono un individuo reale. Come dite? Che le mie scelte potranno far soffrire altre persone, potranno ridurre alla disperazione quegli operai, danneggiare la società in cui vivo? Via, questi sono soltanto sciocchi sentimentalismi. La società non ha diritti, e dunque non ha ragione di lamentarsi…



Del 09 Gennaio 2020



Allegato Pdf


È vero, stiamo rovinando l’ambiente. È vero, stiamo depredando il pianeta delle sue risorse naturali. È vero, stiamo avvelenando l’aria, l’acqua e i cibi che mangiamo.
Ma problemi del genere, che sono di portata globale, richiedono soluzioni complesse e ragionate, e non ci si può certo accontentare di gesti simbolici che servono solo ad acquietare momentaneamente la nostra coscienza, ma non possono minimamente intaccare i problemi che abbiamo di fronte.
Sembra invece che ultimamente si sia scatenato una gara a chi riesce a inventare la soluzione più stupida per far vedere che lui ha capito come si fa a risolvere il problema ambientale.
La capofila di queste stupidità è proprio Greta Thunberg, che ha deciso di non viaggiare più in aereo “perché gli aerei inquinano”. Ma pensare oggi di abolire i voli aerei è assolutamente ridicolo, come è ridicolo pensare di poter modificare in modo sostanziale il modo in cui funzionano i loro motori. Talmente ridicolo, fra l’altro è stato il gesto di Greta, che poi per riportare indietro la barca a vela che l’aveva trasportata fino a New York hanno dovuto andarci - in aereo naturalmente - quattro marinai. Per cui, per un biglietto aereo risparmiato da lei, ne sono stati acquistati quattro per l’equipaggio di ritorno.
Ma Greta è stata solo la apripista delle idiozie “a impatto zero”. Ultimamente la rivista Vogue Italia ha deciso di cavalcare l’onda ambientalista con una scelta tanto spettacolare quanto ridicola. Hanno fatto un intero numero della loro rivista senza fotografie (che è un po’ come se la Ferrari facesse un’automobile senza il motore, tanto per capirci: le riviste di moda SONO le loro fotografie). E la loro spiegazione è stata talmente stupida che non riesco riassumerla con parole mie, devo per forza citare la dichiarazione originale dell’editore: “Lo scopo di questa scelta coraggiosa è, semplicemente, di essere più sostenibili”.
Che cosa ci sia di così sostenibile nell’evitare di fare le fotografie ce lo spiega il direttore di Vogue Italia, Emanuele Farneti: “150 persone coinvolte. Una ventina di voli aerei e una dozzina di viaggi in treno. 40 automobili a disposizione. 60 consegne internazionali. Luci che vengono spente ed accese senza sosta per almeno 10 ore, parzialmente alimentate da generatori a benzina. Avanzi di cibo per alimentare le troupes. Plastica per avvolgere i vestiti. Elettricità per ricaricare i telefoni, le macchine fotografiche…
A questo punto – verrebbe da dire - smettiamo anche di produrre film, perché se la produzione di alcuni servizi fotografici ha un tale impatto ambientale, quella di un semplice film ne ha 100 volte tanto. Lo sapete quanti voli aerei servono per realizzare un film internazionale, quanto mangia ogni giorno una troupe cinematografica, quante volte accende e spegne la luce entrando in studio, quante automobili si muovono durante la realizzazione, e quanti telefonini e cineprese bisogna alimentare ogni giorno con la corrente elettrica? Torniamo quindi ai cartoni animati, con quattro disegnatori segregati in cantina, e diciamo addio al cinema una volta per tutte.
Ma la vera follia di un gesto del genere è che venga proprio da una rivista come Vogue. L’alta moda infatti rappresenta la quintessenza del superfluo, la quintessenza dello spreco, la quintessenza del lusso, la prevalenza assoluta dell’apparire sulla sostanza. Per non parlare dello sfruttamento della manodopera nel terzo mondo, dove buona parte degli stilisti fa produrre propri tessuti per due lire, per poi rivendere i vestiti “griffati” a cifre stratosferiche. Ma loro, invece di chiudere una rivista del genere e andare a lavorare in fabbrica, preferiscono sostituire le fotografie con dei disegnini (per un mese soltanto, sia chiaro), per lavarsi la coscienza sul problema ambientale senza minimamente intaccare un’industria dai profitti miliardari.
Veniamo ora al terzo esempio perché è il più ridicolo di tutti. L’attore Joaquim Phoenix ha deciso di usare sempre lo stesso smoking, da adesso in avanti, per tutti i premi che andrà a ritirare. Dall’articolo dell’ANSA leggiamo: “Phoenix, vegano e ambientalista convinto, ha fatto la scelta consapevole di avere lo stesso tuxedo per l'intera stagione dei premi (dove, c'è da giurarci, sarà protagonista con allori) per ridurre sprechi e avere un'impronta green coerente al suo attivismo.”
E’ infatti noto come la produzione massiccia di smoking da cerimonia sia una delle cause principali del disboscamento della foresta amazzonica, dell’inquinamento atmosferico e dell’estinzione delle balene.
Pensate che bello, se invece di una scemenza del genere Joaquim Phoenix avesse detto: “Da oggi mi presenterò a ritirare qualunque premio mi venga assegnato vestito esclusivamente di abiti di canapa. La canapa infatti è un prodotto pienamente eco-sostenibile, che non inquina e che non porta alcun danno ambientale nella sua coltivazione”.
Ma un discorso del genere avrebbe significato essere intelligenti, e di intelligenza al mondo a questo punto sembra restarne molto poca.
Massimo Mazzucco

mercoledì 8 gennaio 2020

di Francesco Lamendola

Come è stato possibile che 7 miliardi e mezzo di persone si siano lasciate schiavizzare da poche decine di multimiliardari impadronitisi dei 3 quarti della ricchezza mondiale?

https://www.reginacattolica.com/wp-content/uploads/2019/04/chessart1-600x373.jpg
Forse la più grande difficoltà che si presenterà agli studiosi del futuro, ammesso che ci sia un futuro per gli esseri umani, sarà quella di spiegare come sette miliardi e mezzo di persone si siano lasciate schiavizzare da poche decine di multimiliardari, impadronitisi dei tre quarti della ricchezza mondiale.
Certo, anche a loro apparirà chiaro quel che ora qualsiasi persona di media perspicacia già sa, o intuisce: che, se tutti i mezzi d’informazione, il sistema scolastico, quello giudiziario, quello politico e quella sanitario sono, direttamente o indirettamente, controllati proprio da quelle poche centinaia di persone, è chiaro che ci si trova in una fabbrica del consenso di dimensioni planetarie, per cui si crea un paradigma socioculturale nel quale il pensiero indipendente viene sistematicamente eliminato e, alla fine, non trova più neppure le condizioni minime indispensabili per attecchire. Questo, senza dubbio, è abbastanza chiaro, e in teoria potrebbe spiegare tutto il resto: cioè sia la sottomissione fisica, materiale, economica, dei sette miliardi e mezzo, sia la loro pressoché totale sudditanza intellettuale, psicologica e spirituale.
Libri e varie...
SCHIAVI SENZA CATENE
L'arte di pensare con la propria testa per vivere bene in un mondo difficile - Il seguito di "Non prendeteci per il PIL!"
di Andrea Bizzocchi
EBOOK - PERMACULTURA
Principi e percorsi oltre la sostenibilità
di David Holmgren
SOLO LA CRISI CI PUò SALVARE
Basta con la follia della crescita!
di Paolo Ermani, Andrea Strozzi
IL LIBRO CHE LE MULTINAZIONALI NON TI FAREBBERO MAI LEGGERE
Sfruttamento del lavoro, esaurimento delle risorse. Come la dittatura dei grandi marchi condiziona le nostre vite
di Klaus Werner-Lobo
L'IMBROGLIO DELLA REALTà E L'INGANNO DELLA PERCEZIONE
Le più complete rivelazioni sull'esistenza umana mai scritte prima d'ora
di David Icke
VITE RUBATE
La schiavitù moderna nell'Amazzonia brasiliana
di Binka Le Breton
In pratica, però, la spiegazione teorica di questo vasto fenomeno si scontra con le circostanze concrete che contraddistinguono la vita dei sette miliardi e mezzo. Non è per niente facile, ad esempio, spiegare perché mai delle persone che lavorano duramente per portare a casa uno stipendio decisamente modesto, e non di rado quasi insufficiente, devono aprire il portafoglio per rifornire se stesse o i propri figli di beni e servizi dei quali potrebbero fare benissimo a meno, di cui non hanno alcuna reale necessità, e che non possiedono neppure il pregio dell’originalità, dato che sono gli stessi che si procurano, al fine di esibirli in pubblico, tutti gli altri. Si dice e si ripete: condizionamento psicologico, competizione consumistica, come se queste espressioni fossero di per sé chiare ed evidenti, mentre non lo sono per niente.
In una situazione concreta, con una famiglia di quattro persone che deve tirare avanti con un solo stipendio, poniamo di millecinquecento euro, quale meccanismo spegne, non diciamo il senso critico, ma il puro e semplice istinto di conservazione, dirottando il poco denaro disponibile non verso le necessità reali, ma verso oggetti superflui, abitudini sociali inutilmente dispendiose e desideri irrealistici, ad esempio, spingendo i membri di quella famiglia a sperperare il denaro nei giochi elettronici dei bar o nell’acquisto di biglietti della lotteria, inseguendo la vana speranza di una vincita favolosa? E, più in generale, cosa spinge sette miliardi di persone ad accettare e, in linea di massima, ad approvare le politiche dei loro governanti, che creano sempre più povertà, sempre più disuguaglianza sempre più inquinamento, sempre più angoscia e depressione, pur avendo, teoricamente, lo strumento del voto per far sentire il loro dissenso?
Si obietterà che, sulle cose essenziali, i politici non chiedono affatto il voto dei loro cittadini: nessuno ha chiesto agli europei né se volevano l’euro (e nei pochi casi in cui l’hanno fatto, la risposta è stata, in effetti un no), né se erano d’accordo ad accogliere milioni di africani e asiatici di fede islamica, i quali, con il loro tasso d’incremento demografico, nel giro di un paio di generazioni li sommergeranno completamente e li sostituiranno, facendo sparire per sempre la loro millenaria civiltà.
Questo è vero; e tuttavia è innegabile che il consenso, in linea di massima, e sia pure su cose secondarie, ma pur sempre collegate alla sottomissione e allo sfruttamento dei sette miliardi e mezzo, c’è, eccome. Nessuno ha chiesto agli italiani se sono d’accordo a sottoporre i loro figli piccoli ad una raffica di vaccinazioni polivalenti che non ha eguale nel resto del mondo, e dagli effetti collaterali non sempre gradevoli o a volte gravi, pena l’esclusione dall’istruzione scolastica primaria, e tuttavia, se per caso le autorità decidessero di chiederlo, mediante un referendum, è quasi certo che vincerebbe il sì.
La gente, in sostanza, è in gran parte consenziente sulle politiche che premiano le multinazionali e non recano alcun vantaggio, per non dire altro, ai comuni mortali: questo è il dato sul quale si deve riflettere. Étienne de la Boétie parlava, già cinque secoli fa, della servitù volontaria: benissimo, però non è ancora chiaro perché ciò avvenga, quando è palese che le persone vanno contro il proprio interesse.
La spiegazione dell’arcano è, in realtà, di una semplicità quasi banale. Queste poche decine di persone, per esercitare un controllo finanziario, politico, ma anche mentale, sui sette miliardi e mezzo, hanno bisogno dell’intermediazione di una classe di zelanti servitori. Non basta acquisire la proprietà dei giornali e delle televisioni, perché giornali e televisioni sono fatti di uomini e donne concreti, in carne ed essa, i quali potrebbero anche avere una coscienza professionale, un senso etico, ecc., e quindi non è scontato che siano disposti ad adattarsi alle direttive provenienti dall’alto, magari opposte alla linea tenuta in precedenza.
https://secure.i.telegraph.co.uk/multimedia/archive/03332/g7-bavaria-wave-gr_3332921b.jpg
Dunque, bisogna che gli oligarchi planetari riescano a persuadere, attraverso i vari gradini della piramide, tutti quelli che lavorano per loro, specialmente a livello dei quadri dirigenti, a seguire docilmente la linea voluta e stabilita da essi, secondo il disegno della loro strategia globale: per l’Europa, ad esempio, l’applicazione del “Piano Kalergi”; per la Chiesa, la piena e irreversibile attuazione della rivoluzione conciliare modernista. Perciò non si tratta “solo” di acquistare i grandi mezzi d’informazione, o di pagare la campagna elettorale dei politiciper poi tenerli a libro paga dopo la loro elezione alla guida dei rispettivi Paesi, ma di comprare la fedele collaborazione di tutte quelle persone, e far sì che esse si facciano zelanti esecutrici della propaganda che rafforza il potere dell’oligarchia, mentre danneggia e peggiora sensibilmente le condizioni di vita della gran massa della popolazione.
Si tratta di assicurarsi la piena collaborazione dei responsabili della pubblica sanità, degli organizzatori dei premi letterari e delle grandi mostre d’arte, dei dirigenti delle organizzazioni sportive nazionali e internazionali, affinché l’attenzione della gente sia spostata su false questioni (vedi le gigantesche manifestazioni per il clima innescate dal “fenomeno Greta”) o su di una prospettiva errata di problemi reali. Si tratta, per esempio, di scatenare una guerra fra poveri, a proposito delle migrazioni/invasioni africane in Europa,contrapponendo l’ex ceto medio impoverito europeo, che vive nei quartieri degradati e si arrabatta con stipendi o pensioni insufficienti, alla massa dei nuovi venuti, facendo credere che si tratti di uno scontro fra accoglienza ed egoismo, fra carità cristiana e razzismo, mentre si tratta di una lotta a somma zero, alla fine della quale l’oligarchia potrà disporre di una massa di schiavi, sia europei che africani, disposti a lavorare dodici ore al giorno per un tozzo di pane, come e peggio che agli inizi della rivoluzione industriale. Mentre allora, però, c’erano prospettive di crescita e di promozione sociale per settori abbastanza ampi della popolazione, qui la sola prospettiva è l’impoverimento generale sempre crescente di quasi tutti e, per contro, l’arricchimento esponenziale dell’oligarchia planetaria.
Libri e varie...
LA VIA DELLA SCHIAVITù
di Friedrich August von Hayek
MILLE PENSIERI DI LIBERTà (EBOOK)
di Amato Russomanno
NEUROSCHIAVI
Liberiamoci dalla manipolazione psicologica, politica, economica e religiosa (Nuova edizione aggiornata)
di Marco Della Luna, Paolo Cioni
EBOOK - PROCESSO ALLA GLOBALIZZAZIONE
Per un Mondo a Dimensione di Comunità
di Edward Goldsmith
CHI SONO I PADRONI DEL MONDO?
50 domande sul debito estero dei paesi poveri
di Damien Millet - Eric Toussaint
LIBERI DAL SISTEMA - Q LIFE
La guida per cambiare il mondo partendo da sé
di Enrico Caldari
Come riesce, l’élite, ad acquisire la fedeltà della ristretta fascia sociale che gestisce l’informazione, la politica, la scuola, la sanità, la cultura e lo sport? Come ci riesce, vogliamo dire, anche se l’indirizzo che queste persone danno ai settori di loro competenza, è chiaramente incompatibile con il bene comune, in quanto lede gravemente e visibilmente l’interesse dalla stragrande maggioranza della popolazione? Come si può convincere un pensionato, che ha lavorato tutta la vita per comprarsi un piccolo appartamento in centro e trascorrervi serenamente la vecchiaia, a considerare un bene il fatto che migliaia di africani, magrebini, pakistani, zingari e fondamentalisti islamici si installino nel suo quartiere, nel suo condominio e stravolgano totalmente le coordinate della sua vita, fino a mettere in pericolo la sua pace e la sua stessa sicurezza?
Come si può convincere i genitori che è cosa buona e utile che dei militanti omosessualisti entrino negli asili e nelle scuole elementari per tenere delle “lezioni” di educazione sessuale, nelle quali, per prima cosa, instillano nei loro figli il dubbio atroce di essere nati in un corpo sbagliato rispetto al loro vero orientamento di genere? E come si può persuadere il pubblico degli appassionati di sport ad accettare e considerare normale la pratica delle società sportive di ingaggiare giovani promesse di colore o comunque di provenienza extra-comunitaria, cosa che riduce sempre di più le possibilità per i giovani europei di emergere, di costruirsi una carriera e rappresentare visibilmente le qualità atletiche del popolo cui appartengono? In altre parole: come convincere i tifosi di calcio che l’importante è vincere il campionato del mondo, anche se con una squadra interamente formata da atleti di colore, che di italiano, o francese, o tedesco, hanno solo il colore della maglietta? Come li si può indurre a considerare normale una cosa del genere, e a riporre la loro fierezza non nella vittoria della squadra formata dai loro figli, ma di una squadra formata da stranieri perfettamente sconosciuti?
https://www.patriziascanu.it/wp-content/uploads/2019/09/neoliberismo-3.pngLa massa della popolazione, nella società contemporanea, è formata da persone che seguono in maniera sempre più acritica e passiva ciò che viene detto o suggerito loro dai mass media, dalla scuola e dalle pubbliche autorità. Non è vero quello che è vero, ma quello che dice la televisione; non è bello quello che è bello, ma quello che viene dichiarato tale dai critici d’arte; non è giusto quello che è giusto, ma quello che la legge permette e autorizza; e non è buono quello che è buono, ma quello che fanno tutti gli altri.
Il problema è che questi “altri” fanno esattamente quello che gli opinionisti dicono, che le persone di spettacolo impersonano, che i giudici approvano e che gi intellettuali lodano. Ma cosa convince gli opinionisti, le persone di spettacolo, i giudici e gli intellettuali a dire e fare quelle cose, additandole alla massa come buone, giuste e desiderabili? La più banale delle ragioni: il denaro.
Tutti quelli che plasmano l’opinione pubblica guadagnano facilmente migliaia di euro. Sempre briciole in confronto agli immensi patrimoni degli oligarchi della finanza; e tuttavia cifre favolose rispetto a ciò che guadagnano, o che prendono di pensione, la stragrande maggioranza dei loro concittadini. In pratica, il paradosso è questo: le persone si lasciano persuadere ad adottare ideali e stili di vita che non hanno niente a che fare né con il loro vero interesse e col loro autentico benessere, né con ciò che si possono permettere di fare sul piano economico, ma sono spinte in tale direzione da quanti esercitano il potere della persuasione, e hanno un tenore di vita di molto superiore a quello della gente comune.
“Se la maggior parte della popolazione capisse il sistema bancario e monetario, ci sarebbe una rivoluzione prima di domani mattina”. (Henry Ford, 1920)
Libri e varie...
LAVAGGIO DEL CERVELLO - 2 CD AUDIO
Tecniche proibite di riprogrammazione mentale
di Dantalion Jones
L'ISTITUTO TAVISTOCK
L'organismo occulto che governa le nostre menti - Controllo mentale e ingegneria sociale: gli oscuri meccanismi per sottomettere l'umanità
di Daniel Estulin
LO SCHIAVO
di Anand Dìlvar
VENTI DI PROTESTA
Resistere ai nemici della democrazia
di Noam Chomsky, David Barsamian
RIVOLUZIONE NON AUTORIZZATA
Come cambierà il Mondo
di Marco Pizzuti
UOMO DOVE VAI?
di Eden Bibi
Se un politico, un giornalista, un divo dello spettacolo o un magistrato non hanno preoccupazioni finanziarie, possono vivere in una bella casa, in un bel quartiere, con tutte le comodità e con le ferie in qualche spiaggia esclusiva, e possono mandare i loro figli nelle migliori scuole o università private, magari all’estero, e se, in caso di malattia, possono consultare i migliori specialisti e sottoporsi a terapie ed interventi nelle cliniche più prestigiose, è ovvio che non hanno un’idea precisa di come vivono le persone normali, non sanno niente dei loro effettivi problemi e non possono neanche immaginare quali sono le loro ansie, le loro paure, i loro scoraggiamenti, né in che cosa ripongano le loro ultime speranze.
Per loro, ad esempio, è ovvio che “Lega” e “Fratelli d’Italia” sono la vergogna del nostro Paese, dei pericolosi partiti sovranisti e populisti, che, se andassero al governo dell’Italia, la riporterebbero indietro di un secolo; e che tutti coloro i quali non sono pienamente favorevoli all’invasione africana sono dei cattivi italiani, dei cattivi europei e dei cattivi cristiani: laddove il modello del buon italiano è Conte, quello del buon europeo è Junker, e quello del buon cristiano è Bergoglio.
https://www.controinformazione.info/wp-content/uploads/2019/03/La-coppia-Junker-Soros.jpg
È molto triste pensare che l’interesse economico ha reso le persone – e specialmente quelle che possiedono una certa cultura, e perciò esercitano un influsso sulla vita delle nazioni – così avide di denaro da esser pronte a vendersi al migliore offerenteÈ triste pensare che professionisti un tempo stimati, direttori di giornali, giudici, artisti e uomini di spettacolo, si prestino a servire l’oligarchia finanziaria. È triste che un attore come Richard Gere o un musicista come Rogers Waters dei Pink Floyd, non paghi dei loro lauti guadagni professionali, vadano a caccia di ulteriore, facile popolarità improvvisandosi filantropi e distribuendo giudizi ingenerosi e un po’ razzisti sul popolo italiano, solo per compiacere i magnati dell’immigrazionismo, Soros in testa, che spendono i loro denari per favorire l’invasione dell’Europa. È estremamente triste che tutti abbiano un prezzo, che nessuno provi vergogna o almeno un po’ d’imbarazzo a dire oggi il contrario di ciò che diceva, forse, non più di qualche anno, qualche mese o qualche settimana fa. I nostri nonni non erano fatti di questa pasta: per loro la parola data era sacra, e non sarebbero stati capaci di adulare chicchessia, tanto meno di mentire, in vista di un vantaggio economico o professionale.
Ci si chiede che cosa abbia reso le persone, oggi, così disponibili a mettersi in vendita, a cancellare il proprio orgoglio e il rispetto che ciascuno deve a se stesso. E la risposta è che il materialismo, l’edonismo, lo stile di vita americano, con tutto ciò che esso comporta in termini di volgarità, carrierismo ed egoismo, ha preparato il terreno per questo brusco cedimento dei cerchioni della morale.Però, tristezza a parte, questo è ciò che è accaduto; ed è inutile piangerci sopra. In fondo, è tutto terribilmente chiaro e semplice.
Chi non ha ideali né valori, è disponibile a qualsiasi bassezza per un vantaggio personale: i meccanismi della società moderna sono tali, da aver portato a svolgere una funzione dirigente (si fa per dire: sono solo i servitori dell’oligarchia) gente senza onore né merito, d’una mediocrità totale.
Articolo di Francesco Lamendola